L'invenzione del corpo. Dalle membra disperse all’organismo.

Tipo pubblicazione: 
Anno di pubblicazione: 
Numero Pagine: 
172
ID interno: 
2013000016
Numero ISBN: 
978-88-95967-17-2
Prezzo in euro: 
13.00
Estratto

L’Occidente è il luogo di invenzione del corpo. Questo libro traccia il percorso genealogico che conduce alla nascita di tale concetto, un percorso che inizia con Platone e, passando attraverso varie altre voci, con Platone si conclude. Il filosofo greco dà infatti avvio a un “fraintendimento del corpo” che è quello del corpo-organismo. Ma nel periodo arcaico lo sguardo su questa realtà era molto diverso. La visione dell’uomo omerico è quella di un corpo che non c’è come intero, come tutto compiuto, perché l’uomo arcaico si offre nei gesti, nelle azioni, in una molteplicità di “agenti patici” che lo muovono. Un uomo senza corpo e senza anima, di cui Omero non descrive mai il viso.

Solo in età classica il volto inizierà a fungere da cuspide del corpo-organismo, luogo della massima significatività, perché cartografia dei moti dell’anima. Da dove Platone trae invece la sua idea, matrice di tutte le successive scritture organiche del corpo? Non dalla medicina antica, bensì da una particolare pratica della scrittura: quella del discorso dialettico capace di unire il molteplice a partire dal centro nevralgico dell’idea. L’organicità del discorso, conquistata dal filosofo, si riflette sul corpo e conduce nel Timeo ad una piena costruzione organica. In realtà, si tratta di un modo per riportare alla ragione un corpo polyeides, polimorfo, territorio di forze molteplici e agonali. Tale riconduzione concerne l’affermazione della visione strumentale, gerarchica e immunitaria dell’organismo che ancora oggi è dominante nella nostra cultura, la quale legge il valore del corpo in termini di forza lavoro, di efficienza produttiva, di rispondenza a canoni prestabiliti, rifiutando l’appartenenza e la continuità del corpo al “fuori” e dimenticando così che in esso sta tutta la nostra potenza di risonanza del mondo.

Biografia degli autori

Cristina Zaltieri insegna filosofia e per numerosi anni è stata titolare del corso propedeutico di Storia della filosofia contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato, tra gli altri, Il secolo della conoscenza (Guerini, Milano 2001) e Felicità e bene comune. Etica e politica nel tardo Novecento (Mimesis, Milano 2004).

Note
Parole Chiave