Galeotti sono i "Quaderni"

A TU PER TU- Sabato 15 novembre presentazione (e accompagnamento musicale) dell’originale opera

 

Galeotti sono i “Quaderni”

Percorso pittorico e critico-poetico in un volume che esalta p Questo è il risultato del felice incontro tra Anna Rita Morselli e Marco Culpo.

Colori, parole e tratti come emissari che s’intrecciano a partire da quellimprescindibile bacino di fermento che è l’arte. L’espressione creativa che si prende per mano con i suoi diversi sguardi assurge così ad impronta essenziale nel volume Quaderni, pubblicato ad agosto 2008 dalla Negretto Editore e nato dal sodalizio di due autori mantovani: Anna Rita Morselli, critica e docente di Storia dell’arte al Liceo classico “Virgilio”, nonché curatrice di pubblicazioni e mostre, e Marco Culpo, pittore e artista poliedrico. Il libro verrà presentato sabato 15 novembre alle ore 18 alla galleria “Disegno” di via Mazzini con l’accompagna- mento musicale del violinista Paolo Ghidoni e la proiezione su video delle opere insieme alla lettura delle poesie: una propulsiva contaminazione tra differenti canali che coincide con la visione artistica dei due autori.
Il fecondo sodalizio, come racconta lo stesso Culpo, nasce nel 1991: “Anna Rita ha cominciato a scrivere da subito sulle mie mostre, generalmente è la prima persona che vede le opere instaurando un rapporto di complicità”.
“Si tratta però di un lavoro critico privo di supponenza - sottolinea la professoressa Morselli - La mia volontà è quella di trasformare la parola critica in leggerezza poetica che si affianca alla creazione artistica senza la presunzione di teorizzare. Il libro stesso si fonda sul connubio di più linguaggi dove la critica funge da apertura su ciò che di fatto si propone come una convivenza di espressioni rispettosa delle differenze”. Le suggestive poesie presenti in Quaderni traggono ispirazione dalle opere di Marco Culpo che spiega il complesso percorso che sta alla base dell’opera pittorica, la cui sperimentazione parte nel ‘95:
“Il lavoro fatto sui quaderni è molto diverso rispetto a quello realizzato sulla tela. Mentre, infatti, la tela la vedi tutta in un colpo nel quaderno è presente in maniera molto forte il fattore tempo: nello sfogliare risiede una sorta di viaggio. Un’altra cosa che mi interessa è la complicità di colui che guarda decidendo, appunto, il tempo di visione.
“Infine i quaderni hanno una dimensione molto più intima: i disegni presenti si propongono come annotazioni ironiche, esercizi per la mano che faccio per me e di cui offro testimonianza”.
Imprescindibile lo studio del colore a partire dai pigmenti medievali e dalla composizione chimica: “Mi piace il colore vibrante e non come stesura piatta e uniforme. Tendo a far rivivere ciò che c’è sotto: non uso mai colori che cancellano. Vivo la pittura come un momento estremamente lucido e consapevole che conduce a un risultato finale a sorpresa”. Nel libro Culpo scrive: “Una volta entrato nel mio studio, invece di imitare il mondo e le sue sfumature, invento i miei colori e la mia natura.. .Non cerco di simulare nulla. Creo”.
Anna Rita Morselli che ha composto le poesie a partire dalle suggestioni sprigionate dalle opere pittoriche aggiunge: “Io e Marco abbiamo trovato sintonia a partire da una riflessione sull’alchimia, dunque sull’aspetto più magico della materia che è sempre anche spiritualità. C’è addirittura un tipo di rosso, chiamato Sangue di Drago, che ad un certo punto diventa protagonista degli stessi versi poetici, acquisendo una personalità”. E riflette: “Il bisogno di integrazione tra le diverse esperienze è ciò che regge con forza questo progetto. Quaderni sorge su una fondamentale idea di ricomposizione a cui ritengo che l’arte riesca a rispondere L’arte, infatti, possiede costituzionalmente questa capacità unificatrice tra elemento astratto e concreto, donando armonia e interezza”.
Una sinergia artistica che la professoressa ha voluto proporre anche nel contesto scolastico in cui insegna promuovendo la creazione di laboratori di danza, teatro, musica e pittura portati avanti con successo al liceo “Virgilio”.
Il rapporto di complicità è ciò che unisce tutte quante le diverse espressioni artistiche presenti nel volume: tra esse ce n’è qualcuna che per un motivo in particolare sovrasta le altre?
Anna Rita Morselli:
“Indubbiamente il colore è ciò che riesce a motivare questa complicità essendo il più forte nel donare intensità emotiva”. E a proposito della sua esperienza poetica esplicitata in Quaderni cosa può dire? “E un’esperienza che viene da lontano, da quando facevo il liceo. E stato il mio professore, Carlo Alberto Sitta, che mi ha avviato a questo percorso che ha sempre rappresentato un prezioso modo di esprimersi, una sorta di nomadismo tra le parole, un canale per ricordare e interagire con ciò che mi circonda. La poesia è essenzialmente gusto per la libertà: un liberarsi nella consapevolezza”.
Infine svela un interessante progetto individuale: “Mi piacerebbe scrivere la storia di una serie di opere d’arte a partire dal Medio Evo fino alla contemporaneità, commentandola con la stessa libertà critica che ho utilizzato nei Quaderni. Un prezioso supporto, in questo senso, proviene anche dalla mia esperienza di insegnamento: la reazione degli studenti di fronte a certe immagini e parole mi ha, infatti, aiutato molto nel comprendere meglio l’arte”.

Sara Bellingeri —